Hai mai pensato di guardare l’Economia e la Finanza da una prospettiva completamente diversa?
Lo sapevi che oltre ai classici S&P 500, DJIA, NASDAQ, FTSE MIB, DAX, ecc esistono anche altri indici considerati “non convenzionali”?
Lipstick Index (Indice del Rossetto)
Teorizzato da Leonard Lauder (del gruppo Estée Lauder), l’idea è tanto semplice quanto geniale: nei momenti di incertezza economica, tendiamo a tagliare le grandi spese (un’auto nuova, una vacanza costosa), ma non rinunciamo a piccole gratificazioni a basso costo per sentirci meglio. Le vendite di rossetti, appunto, tendono a salire. È un piccolo lusso accessibile che funge da “termometro” dell’umore dei consumatori.
Men’s Underwear Index (Indice dell’Intimo Maschile)
Questo è stato un cavallo di battaglia persino dell’ex presidente della Fed, Alan Greenspan. La sua logica? L’acquisto di biancheria intima da uomo è una delle spese più basilari e stabili. Se gli uomini iniziano a posticipare anche questo acquisto essenziale, significa che la fiducia nell’economia è davvero ai minimi termini. Un calo nelle vendite può quindi segnalare l’arrivo di una recessione profonda.
Hemline Index (Indice dell’Orlo)
Il più “vintage” di tutti, risalente agli anni ’20. La teoria sostiene che le gonne si accorcino nei periodi di boom economico (ottimismo, euforia) e si allunghino durante le fasi di crisi (austerità, pessimismo). Certo, la moda oggi è molto più complessa, ma l’idea di un legame tra l’umore collettivo e le nostre scelte estetiche rimane affascinante.
Necktie Index (Indice della Cravatta)
Simile al precedente, questo indicatore guarda allo stile delle cravatte. Durante i periodi di boom economico, gli uomini tendono a indossare cravatte più sgargianti, colorate e con fantasie audaci come segno di fiducia e ottimismo. Al contrario, in tempi di incertezza economica, si preferiscono cravatte dai colori più sobri e tradizionali, come blu scuro o grigio.
Nella loro “leggerezza”, penso che questi indici siano comunque uno specchio potentissimo della nostra psicologia collettiva.
A dimostrazione che alla fine l’economia non è soltanto algoritmi, tassi di interesse e grafici, ma è fatta soprattutto di 𝗣𝗘𝗥𝗦𝗢𝗡𝗘 con le loro emozioni, le loro paure e le loro speranze nel futuro.
Se conosci altri indici simili (o vuoi proporne uno tutto tuo ) scrivilo nei commenti!



