Il rapporto tra NASDAQ e Dow Jones (NASDAQ/Dow ratio) è un indice molto interessante che misura il grado di forza relativa tra i titoli tecnologici e quelli industriali/tradizionali del mercato americano.
In breve, quando sale significa che il mercato sta favorendo la tecnologia e la crescita, un contesto di maggiore propensione al rischio (“risk-on”).
Viceversa, il rapporto in calo Indica che gli investitori si spostano verso titoli difensivi e value, tipico dei periodi di incertezza o tassi in rialzo (“risk-off”).
Ovviamente non serve per prevedere il futuro, però può sicuramente aiutarti a leggere il presente in modo più consapevole!
Possiamo ad esempio interpretarlo come:
indicatore del sentiment di mercato
Il rapporto ti mostra la direzione dei flussi di capitale e l’”umore” del mercato: se sale significa che gli investitori accettano più rischio, credono nella crescita e comprano tecnologia e innovazione, quando scende invece preferiscono stabilità, dividendi e settori difensivi;
segnale di rotazione settoriale
Il mercato alterna fasi di amore per la “crescita” (growth, tech) e fasi di ritorno al “valore” (value, industriali), quindi se l’indice cambia direzione dopo un lungo trend potrebbe segnalare una rotazione in corso: chiaramente non è un segnale per acquistare/vendere, ma un campanello di attenzione per ribilanciare il portafoglio o analizzare i propri ETF;
ulteriore strumento di approfondimento del contesto macro
L’indice reagisce ai tassi di interesse e all’inflazione (se aumentano penalizzano il NASDAQ), ai cicli economici (l’espansione favorisce la crescita dell’indice) e alla liquidità nel sistema (il QE e le politiche monetarie accomodanti spingono il NASDAQ).
Ma allora, visti i livelli attuali… siamo nella nuova bolla dot-com?
L’indice non serve a predire i mercati da qui al 2032 (come qualcuno ha provato a fare nella foto ) ma possiamo contestualizzare i valori odierni e la situazione attuale con quella del passato.
Nel 1999/2000 il rapporto aveva raggiunto livelli storici, alimentato da aziende con zero ricavi e valutazioni stratosferiche: l’entusiasmo era cieco e non supportato da profitti reali, di conseguenza quando la liquidità è calata il crollo è stato inevitabile.
Oggi l’indice si muove su livelli alti ma le differenze sono cruciali: le attuali Big Tech (Alphabet, Microsoft, Apple, Amazon, Nvidia) hanno flussi di cassa solidi e sono estremamente redditizie, non stiamo finanziando sogni ma monopoli digitali che generano ricavi incredibili.
Detto tra noi, alcune aziende molto verticali sull’AI e quantum computing hanno valutazioni davvero esagerate e difficilmente le aspettative saranno rispettate…
Bolla sì, bolla no, bolla boh… fammi sapere nei commenti cosa ne pensi 👇



